Aliquote progressive per ricchezze oltre i 2 milioni: aperta la raccolta firme
È tornato al centro del dibattito fiscale la cosiddetta “imposta patrimoniale”, che di recente ha preso la strada di una proposta di legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore “1%Equo”, composto da economisti, giuristi e docenti universitari, ha infatti depositato lo scorso 7 maggio un testo all’indirizzo della Corte di Cassazione. Al suo interno: l’ipotesi di un’imposta annuale progressiva sui grandi patrimoni (superiori a 2 milioni di euro), con esclusione della prima casa. Quanti rientrassero nel novero, secondo la proposta, sarebbero tenuti ad aliquote comprese tra l’1% e il 3,5% sulla quota eccedente la suddetta soglia, oltre a una revisione dell’imposta di successione.
Come si articolerebbe
La progressività del prelievo prenderebbe le mosse da quattro distinti scaglioni, prevedendo aliquote pari a:
- 1% per quote di patrimonio comprese tra i 2 e i 5 milioni di euro;
- 1,7% tra i 5 e gli 8 milioni;
- 2,1% tra gli 8 e i 20 milioni;
- 3,5% oltre i 20
Accanto all’imposta annuale sul patrimonio netto, va ricordato, la proposta prevede anche un allineamento alla media europea delle aliquote dell’imposta di successione (ad oggi normata dal Testo unico n. 346 del 31 ottobre 1990), mantenendo tuttavia la franchigia di 1 milione di euro per i trasferimenti tra genitori e figli. Una scelta, quest’ultima, orientata a contenere le disuguaglianze intergenerazionali senza tuttavia penalizzare la trasmissione del patrimonio familiare.
Fondamento costituzionale e quadro giuridico
I promotori richiamano esplicitamente l’articolo 53 della Costituzione che sancisce il principio di progressività dell’intero sistema tributario, non del singolo tributo. La Corte costituzionale, va detto, ha tuttavia più volte precisato come detta progressività costituisca un vincolo dell’intero sistema, non della singola imposta, e che il legislatore può colpire la ricchezza “in quanto tale” purché in modo non irragionevole e non sproporzionato (sentenze n.148/1999 e 334/2006). L’iter della proposta prende il via dalle norme sull’iniziativa legislativa popolare previste dall’articolo 71 della Costituzione e richiede almeno 50mila sottoscrizioni di elettori per un testo redatto in articoli.
Il gettito stimato e la destinazione delle risorse
Secondo le stime del comitato promotore, il gettito derivante dall’imposta patrimoniale ammonterebbe a una cifra compresa tra i 26 e i 60 miliardi di euro annui, mentre la revisione dell’imposta di successione potrebbe generare un ulteriore introito fino a 8 miliardi. Risorse che, nelle intenzioni di “1%Equo”, sarebbero vincolate per legge e non liberamente allocabili. Tra gli impieghi previsti figurano: sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale e sicurezza sul lavoro, ma anche misure per la disabilità e il sostegno al reddito. Una quota verrebbe infine destinata all’alleggerimento Irpef e relativo carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati.
Il 15 maggio scorso si è aperta ufficialmente la raccolta firme. Per raggiungere il quorum necessario a portare la proposta all’esame del Parlamento ci sarà tempo fino al 15 novembre prossimo.
